Privacy Policy

Come riconoscere l’argento 800 e distinguerlo da altri metalli

Hai trovato vecchie posate in casa, magari nel cassetto della nonna o in un armadio che non aprivi da anni. Sembrano argento, pesano e hanno quella patina scura tipica degli oggetti vecchi, ma non sai se siano davvero d’argento.

A occhio nudo, infatti, distinguere l’argento autentico da un oggetto che lo imita non è così semplice. Il colore, il peso, l’età o l’aspetto dell’oggetto non sono elementi sufficienti per stabilirne la composizione. Riconoscere l’argento non è quindi una valutazione da fare semplicemente guardando l’oggetto, ma una verifica tecnica.

Vediamo allora come distinguere l’argento 800 autentico da un oggetto placcato e quali sono i metodi utilizzati anche dai professionisti al banco.

Quando si parla di argento 800, il numero 800 ha un significato preciso. Indica che l’80% dell’oggetto è composto da argento puro. Il restante 20% è costituito da altri metalli, generalmente rame, aggiunti per rendere il materiale più resistente. Il primo elemento da cercare sull’oggetto è quindi il punzone, cioè un marchio inciso sulla superficie. Di solito è molto piccolo e può essere necessario utilizzare una buona luce e prestare attenzione per individuarlo. Il marchio che si cerca è generalmente la dicitura 800, spesso inserita all’interno di un ovale.

Il punzone rappresenta un primo segnale importante sulla composizione dichiarata dell’oggetto. Tuttavia, c’è un aspetto fondamentale da conoscere: il punzone da solo non è sufficiente per stabilire con certezza che tutto l’oggetto sia in argento. In alcuni casi, infatti, il marchio 800 può riferirsi solamente allo strato superficiale dell’oggetto.

L’oggetto potrebbe quindi essere placcato in argento, cioè rivestito di argento soltanto nella parte esterna. Per questo motivo il punzone indica che probabilmente si sta osservando un oggetto in argento, ma non permette da solo di sapere se l’argento sia presente in tutta la struttura.

Per verificare cosa si trova realmente all’interno è necessario procedere con un ulteriore controllo.

Cosa significa placcato in argento?

Uno degli errori più comuni è confondere un oggetto in argento con un oggetto semplicemente placcato. Un oggetto placcato in argento ha ricevuto un bagno di argento soltanto nella parte esterna. La superficie è quindi costituita da argento, mentre l’interno è realizzato con un altro materiale.

Per un compro oro, quest’ultimo non ha valore come argento. La superficie può però risultare molto convincente, soprattutto quando si tratta di oggetti vecchi e ben conservati. Colore, peso e aspetto possono infatti essere simili a quelli di un oggetto in argento massiccio.

Questo è il motivo per cui l’aspetto esterno può trarre facilmente in inganno. Un oggetto placcato bene può avere praticamente lo stesso colore dell’argento. Anche il peso può essere simile e l’età dell’oggetto non costituisce una garanzia della sua composizione.

Il fatto che un oggetto sia antico, appartenga alla famiglia da molti anni o abbia una patina scura non significa quindi necessariamente che sia in argento.

Per distinguere l’argento dalla placcatura bisogna verificare il materiale che si trova sotto la superficie. È proprio questo il passaggio che permette di passare da una semplice impressione visiva a una verifica concreta.

Un caso particolare da conoscere è quello dello Sheffield.

Si tratta di una placcatura inglese storicamente molto pregiata e può trovarsi soprattutto su oggetti di famiglia. Dal punto di vista della lavorazione può avere una storia importante e una qualità elevata. Tuttavia, dal punto di vista tecnico, rimane una placcatura e non argento massiccio.

Per questo motivo, al momento della valutazione presso un compro oro, non ha valore come argento da fusione. Conoscere questa differenza è importante anche per avere aspettative corrette quando si porta un oggetto a valutare.

Come riconoscere l’argento placcato?

Per riconoscere con certezza l’argento placcato bisogna verificare il materiale interno dell’oggetto. Non esiste un metodo basato esclusivamente sull’aspetto esterno che sia altrettanto affidabile.

La procedura utilizzata è la stessa che permette di verificare se un oggetto è realmente in argento 800. Si pratica un piccolo solco con una lima in un punto dell’oggetto, in modo da oltrepassare lo strato superficiale. L’obiettivo è raggiungere il materiale che si trova sotto il rivestimento e non limitarsi alla superficie. Solo a questo punto è possibile applicare l’acido e osservare la reazione del materiale interno.

Dopo aver praticato il solco, si applica una goccia di acido apposito sul punto interessato. Il colore che assume la goccia permette di capire quale materiale si trova all’interno dell’oggetto. Se la goccia diventa rosso sangue, significa che all’interno è presente argento.

Se invece rimane ambra o gialla, il materiale interno non è argento. In quest’ultimo caso l’oggetto è quindi placcato e l’argento si trova solamente sulla superficie. Il principio è semplice, ma il test deve essere eseguito raggiungendo effettivamente il materiale sottostante.

Non è quindi sufficiente graffiare superficialmente un oggetto per cercare di capire se sotto la superficie ci sia un materiale diverso. Un oggetto placcato bene può non mostrare differenze evidenti attraverso una semplice graffiatura. Il punto decisivo è raggiungere lo strato interno e sottoporlo al test con l’acido.

Per questo la valutazione professionale non si basa soltanto sull’esperienza visiva. Servono gli strumenti corretti, una lima adatta e l’acido specifico, oltre all’esperienza maturata al banco. È la combinazione di questi elementi che permette di arrivare a una verifica corretta senza affidarsi a metodi empirici.

Come riconoscere l’argento: i metodi principali

I due strumenti principali per riconoscere l’argento sono il punzone e il test con l’acido.

Il primo passaggio consiste nel cercare il marchio 800, che di solito è inserito all’interno di un ovale.
Negli oggetti più vecchi, antichi o di manifattura storica, il punzone può presentarsi anche in una forma ovale particolare. L’importante è riuscire a individuare il numero 800 inciso sull’oggetto. Questo marchio fornisce un primo indizio sulla composizione dichiarata del metallo. Non rappresenta però, da solo, una certezza sulla presenza di argento anche all’interno dell’oggetto.

Il secondo passaggio è il test con l’acido, che rappresenta il criterio conclusivo della verifica. La procedura consiste nel praticare un solco, raggiungere il materiale interno, applicare l’acido e osservare il colore della reazione. Se il colore diventa rosso sangue, il materiale interno è argento. Se invece rimane ambra o giallo, il materiale interno non è argento.

L’approccio corretto non consiste quindi nello scegliere tra punzone e acido, ma nell’utilizzarli entrambi nella giusta sequenza. Prima si controlla il marchio e poi si conferma il risultato attraverso il test.

Il test con l’acido non viene quindi saltato nemmeno quando il punzone è presente. Se il marchio 800 c’è, si procede comunque con la verifica. Se il marchio manca, si può comunque effettuare il test per verificare la composizione interna dell’oggetto. Questo perché non esistono scorciatoie basate soltanto sul colore, sul peso, sull’odore o sul fatto che l’oggetto sia vecchio.

Un oggetto placcato bene può avere lo stesso colore dell’argento e un peso simile. Ciò che permette di distinguere realmente i due materiali è il comportamento del metallo interno al test con l’acido.

Posate argento 800: come riconoscerle?

Le posate sono tra gli oggetti che vengono portati più frequentemente a valutare. Spesso si tratta di servizi completi appartenuti alla nonna, conservati per decenni in un panno o in una scatola di legno. Altre volte possono essere rimasti dimenticati per anni in cantina o in un armadio.

La domanda di chi le porta è quasi sempre la stessa: sono davvero d’argento?

La risposta non può essere data semplicemente guardando le posate, perché anche in questo caso l’aspetto può essere ingannevole. Per sapere cosa sono realmente serve la stessa verifica prevista per qualsiasi altro oggetto.

Anche sulle posate bisogna quindi cercare il punzone 800. Di solito il marchio si trova sul manico ed è molto piccolo. Con il passare degli anni può diventare difficile da leggere o risultare consumato, ma può comunque essere presente. Anche quando il punzone è visibile, il test con l’acido rimane necessario.

Le posate non fanno eccezione e non esiste una regola particolare che permetta di riconoscerle senza verificare il materiale interno. La procedura rimane quindi la stessa: cercare il punzone e successivamente effettuare il test.

Le posate antiche possono inoltre essere facilmente confuse con oggetti in Sheffield. Visivamente possono essere molto simili, soprattutto quando la lavorazione è particolarmente curata e la placcatura è ben conservata.

Se però l’oggetto è Sheffield, il test con l’acido permette di individuare la differenza. Il colore ambra della reazione indica infatti che il materiale interno non è argento. Scoprire che le posate della nonna sono placcate può essere una sorpresa, soprattutto quando hanno un forte valore affettivo.

Un oggetto può infatti essere importante per ciò che rappresenta e non necessariamente per il valore dell’argento che contiene.

Argento 800: come verificare se è autentico

A questo punto il procedimento può essere riassunto in pochi passaggi.

La sequenza corretta è quindi punzone, solco, acido e osservazione del colore.

Questo principio vale per gli oggetti generici, per i vassoi, per i candelieri, per l’argenteria e anche per le posate.

Non bisogna quindi affidarsi al colore, al peso, all’odore, all’età dell’oggetto o ad altri metodi popolari. La verifica del materiale interno attraverso il test è ciò che permette di distinguere l’argento dalla semplice placcatura.

Come far valutare i tuoi oggetti in argento

Se hai in casa posate, candelieri, vassoi o altri oggetti che pensi possano essere in argento, puoi iniziare cercando il punzone 800. Questo ti permette di avere una prima indicazione sulla composizione dichiarata dell’oggetto.

Se però vuoi sapere con certezza cosa hai tra le mani, è necessario procedere con il test dell’acido. Per questo puoi portare i tuoi oggetti in uno dei negozi Oroetic per una valutazione gratuita. Non ci sono costi e non c’è alcun obbligo di vendita: gli oggetti vengono semplicemente esaminati per capire di cosa si tratta.

La valutazione permette di sapere se l’oggetto è realmente in argento oppure se si tratta di una placcatura. Il consulente verifica il materiale e comunica cosa è stato trovato e quale valore può avere l’oggetto.

Nel caso delle posate, è possibile portare anche soltanto alcuni pezzi, per capire se si tratta di argento 800 o di materiale placcato. Lo stesso vale per l’argenteria di famiglia, per i vassoi, per i candelieri e per gli altri oggetti conservati in casa.

Oroetic dichiara oltre 10.000 recensioni a 5 stelle su Google e una presenza di oltre 15 anni nel settore dei metalli preziosi. L’obiettivo della valutazione è fornire un dato concreto sull’oggetto, così da sapere con certezza cosa si ha tra le mani.

Vuoi conoscere il valore del tuo argento? Richiedi una valutazione presso uno dei nostri negozi: la consulenza è gratuita!

Le tue preferenze relative alla privacy