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Qual è la differenza tra oro bianco e oro giallo?

Oro bianco e oro giallo sono due delle varianti più conosciute quando si parla di gioielli in oro, ma spesso vengono considerati quasi come due metalli completamente diversi. In realtà, la differenza tra oro bianco e oro giallo è molto più semplice di quanto si possa pensare e riguarda soprattutto il colore, determinato dai metalli utilizzati nella lega.

Un gioiello in oro bianco e uno in oro giallo possono avere la stessa caratura, lo stesso peso e quindi la stessa quantità di oro puro al loro interno. Eppure, al momento dell’acquisto in gioielleria, possono avere prezzi differenti.

La situazione cambia però quando si parla di vendita a un Compro Oro, dove il colore del gioiello non determina il suo valore. Capire questa distinzione è importante per sapere cosa si ha realmente tra le mani e per valutare con maggiore consapevolezza un eventuale acquisto o vendita.

La differenza tra oro bianco e oro giallo

La differenza tra oro bianco e oro giallo può essere riassunta innanzitutto in una parola: colore.

Non cambia la quantità di oro contenuta nel gioiello e non cambia necessariamente la qualità o il valore dell’oro presente. Per esempio, un gioiello in oro bianco 18 carati e uno in oro giallo 18 carati contengono entrambi il 75% di oro puro, cioè 750 millesimi. Il restante 25% è costituito da altri metalli, ed è proprio la composizione di questa parte della lega a determinare il colore finale del gioiello.

L’oro puro a 24 carati, infatti, è troppo morbido per essere utilizzato normalmente nella gioielleria: può graffiarsi e deformarsi con l’uso quotidiano. Per renderlo più resistente viene quindi legato con altri metalli e, in base a quali metalli vengono aggiunti, si ottengono colori differenti come oro giallo, oro bianco oppure oro rosa.

In altre parole, quando si confrontano due gioielli della stessa caratura, la base rimane la stessa: ciò che cambia è la cosiddetta “ricetta” dei metalli complementari. È quindi importante non confondere il colore con la quantità di oro presente. Un oro bianco 18 carati non contiene meno oro di un oro giallo 18 carati semplicemente perché appare più chiaro. Entrambi hanno 750 millesimi di oro puro, mentre il restante 25% serve anche a determinare caratteristiche come il colore e alcune proprietà della lega.

Questa è la base da cui partire per comprendere anche le differenze relative alla manutenzione, agli utilizzi e al prezzo.

Composizione dell’oro bianco e dell’oro giallo

Per capire la differenza tra oro bianco e oro giallo è necessario quindi guardare alla composizione della lega.

Nel caso dell’oro giallo, il 25% che completa l’oro 18 carati è composto principalmente da rame e argento. Questi metalli contribuiscono a mantenere quella tonalità calda e dorata che normalmente associamo all’oro. La quantità relativa dei diversi metalli può influenzare anche la tonalità: una maggiore presenza di rame porta il colore verso una tonalità più calda e intensa, mentre una maggiore quantità di argento rende il risultato più chiaro e delicato. Il colore dell’oro giallo, quindi, non deriva semplicemente dall’oro puro preso isolatamente, ma dalla combinazione dell’oro con gli altri metalli presenti nella lega.

Nell’oro bianco, invece, il restante 25% è composto da metalli bianchi come nichel, palladio, argento e zinco. Questi metalli attenuano la naturale tonalità gialla dell’oro e la spostano verso un colore grigio-bianco. C’è però un particolare importante: anche dopo la lavorazione, l’oro bianco non appare quasi mai bianco puro come quello che siamo abituati a vedere nei gioielli. La lega può infatti presentare una sfumatura grigia o leggermente giallastra. Per questo motivo, quasi tutti i gioielli in oro bianco vengono sottoposti alla rodiatura, cioè un rivestimento superficiale realizzato con il rodio, un metallo prezioso molto bianco e lucido. La rodiatura conferisce al gioiello quell’aspetto brillante e luminoso, simile a quello del platino, che normalmente associamo all’oro bianco.

La rodiatura, però, è soltanto un trattamento superficiale: non modifica la composizione interna del gioiello e non cambia la caratura dell’oro. Questo significa che un gioiello in oro bianco 18 carati rimane un gioiello in oro 18 carati anche dopo la rodiatura. La distinzione è importante soprattutto per comprendere ciò che accade nel tempo, perché il rivestimento può consumarsi con l’utilizzo. La composizione interna della lega, invece, rimane quella originale.

Oro bianco e oro giallo: aspetto e manutenzione

Anche dal punto di vista della manutenzione esiste una differenza concreta tra oro bianco e oro giallo. L’oro giallo non presenta un rivestimento superficiale: il colore che si vede è quello della lega stessa. Di conseguenza, non sbiadisce e non cambia tonalità nel tempo. Può comunque graffiarsi, soprattutto nelle carature alte come il 18 carati, che rimane un materiale relativamente morbido. Quando un gioiello in oro giallo perde brillantezza, normalmente è sufficiente una lucidatura professionale oppure, in alcuni casi, l’utilizzo di un semplice panno apposito. La manutenzione dell’oro giallo è quindi minima e non richiede trattamenti speciali periodici.

L’oro bianco richiede invece maggiore attenzione proprio a causa della rodiatura. Lo strato di rodio applicato sulla superficie si consuma progressivamente con l’uso quotidiano e con il contatto con detergenti, saponi e cloro della piscina. Quando il rivestimento si assottiglia, il gioiello può perdere la brillantezza bianca intensa che aveva inizialmente e iniziare a mostrare la tonalità leggermente giallastra o grigia della lega sottostante. Non si tratta di ossidazione e non è un difetto del gioiello: è semplicemente la naturale usura di uno strato superficiale. Per ripristinare l’aspetto originale è quindi necessario rivolgersi a un orafo per una nuova rodiatura.

La frequenza con cui può essere necessario effettuare una nuova rodiatura dipende anche dal tipo di gioiello e da quanto viene utilizzato. Per un anello in oro bianco indossato tutti i giorni, la frequenza media è di circa una volta ogni uno o due anni. Un pendente o un paio di orecchini, essendo meno esposti al contatto e all’usura, possono invece essere sottoposti alla rodiatura a intervalli più lunghi.

C’è inoltre un altro aspetto da considerare: alcune leghe di oro bianco utilizzano il nichel come metallo sbiancante. Il nichel può provocare irritazioni nelle persone che presentano una sensibilità cutanea, soprattutto quando la rodiatura si assottiglia e la lega sottostante entra maggiormente a contatto con la pelle. Chi sa di avere una sensibilità al nichel dovrebbe quindi verificare la composizione del gioiello prima dell’acquisto oppure orientarsi verso leghe che utilizzano il palladio al posto del nichel.

Uso tipico dell’oro bianco e dell’oro giallo

Non esiste un uso obbligatorio per l’oro bianco o per l’oro giallo: tecnicamente, qualsiasi tipo di gioiello può essere realizzato in entrambi i colori. Nella pratica, però, alcune tipologie di gioielli vengono associate più frequentemente a una delle due varianti. L’oro giallo è da sempre legato ai gioielli classici e tradizionali, come le fedi nuziali di una volta, gli anelli con sigillo, le parure importanti e i gioielli ereditati. È inoltre il colore che viene immediatamente riconosciuto come “oro” e che mantiene un forte legame con l’idea tradizionale del gioiello prezioso.

L’oro giallo valorizza in particolare le gemme dai toni caldi, come rubini, topazi e ambra. L’oro bianco, invece, negli ultimi decenni è diventato uno standard molto diffuso per gli anelli di fidanzamento e per le fedi moderne. Il motivo principale è di tipo ottico: il colore neutro del metallo tende a scomparire visivamente e lascia maggiore spazio alla pietra.

Un diamante montato su oro bianco può quindi apparire più bianco e più brillante rispetto allo stesso diamante montato su oro giallo, perché il metallo neutro non crea un contrasto cromatico altrettanto evidente con la pietra. Per chi vuole che la gemma sia la protagonista assoluta del gioiello, l’oro bianco rappresenta quindi una soluzione particolarmente coerente con questo effetto estetico. Viene inoltre percepito come più contemporaneo e minimal ed è molto utilizzato anche per gioielli di design dalle linee unisex.

La scelta del colore, quindi, dipende spesso da ciò che si vuole mettere maggiormente in evidenza: il metallo oppure la pietra.

Costo dell’oro bianco e dell’oro giallo

Quando si parla del costo dell’oro bianco e dell’oro giallo, è importante distinguere due situazioni completamente diverse: l’acquisto di un gioiello nuovo in gioielleria e la vendita di un gioiello usato a un Compro Oro.

Nel primo caso, a parità di caratura e modello, un gioiello in oro bianco può costare leggermente di più rispetto a uno in oro giallo. Tra le ragioni c’è il costo dei metalli bianchi utilizzati nella lega: metalli come il palladio possono essere tendenzialmente più costosi rispetto al rame e all’argento utilizzati nell’oro giallo. A questo si aggiunge il costo della rodiatura, necessaria per ottenere il caratteristico aspetto bianco e brillante.

La situazione cambia completamente quando il gioiello viene portato a un Compro Oro. In questo contesto, il colore dell’oro non ha rilevanza nella determinazione dell’offerta. Non importa se il gioiello è in oro bianco, oro giallo oppure oro rosa: ciò che conta è la quantità di oro contenuta e il peso del gioiello. Un oro 18 carati corrisponde a 750 millesimi di oro puro, indipendentemente dal colore della lega. Di conseguenza, due gioielli dello stesso peso e della stessa caratura, uno bianco e uno giallo, hanno lo stesso contenuto di oro.

Questo permette anche di distinguere il prezzo di un gioiello nuovo dal valore dell’oro contenuto al suo interno. In gioielleria possono esistere differenze di prezzo dovute alla lavorazione, alla complessità della realizzazione e alla composizione della lega. Quando però il gioiello viene venduto come oro a un Compro Oro, quella lavorazione non determina più il valore nello stesso modo: l’attenzione si concentra sull’oro effettivamente presente. Per questo, se si portano a valutare due gioielli in oro bianco e oro giallo, entrambi a 18 carati e dello stesso peso, l’offerta ricevuta sarà la stessa. Il colore, in quel momento, è completamente irrilevante.

Cosa scegliere tra oro bianco e oro giallo?

Non esiste una risposta universale alla domanda su quale scegliere tra oro bianco e oro giallo. La scelta dipende soprattutto da tre elementi concreti:

  • l’estetica personale,
  • la disponibilità a occuparsi della manutenzione,
  • il tipo di pietra eventualmente presente nel gioiello.

Se si ama il calore dell’oro, la sua riconoscibilità e un look classico e tradizionale, l’oro giallo risponde a queste caratteristiche. Se invece si preferisce un aspetto più freddo, neutro e contemporaneo, simile a quello del platino, l’oro bianco può essere più coerente con questo gusto.

Un secondo elemento da valutare è la manutenzione. Chi desidera un gioiello che possa essere pulito con acqua e sapone e che non richieda attenzioni particolari può orientarsi verso l’oro giallo, che non necessita della periodica rodiatura tipica dell’oro bianco. Chi invece è disposto a tornare dall’orafo ogni uno o due anni per ripristinare la rodiatura può tranquillamente prendere in considerazione l’oro bianco, sapendo però in anticipo che questo trattamento fa parte della normale manutenzione del gioiello. Non si tratta quindi di stabilire quale dei due sia migliore, ma di capire quale tipo di manutenzione si è disposti ad accettare nel tempo.

Il terzo elemento riguarda invece le pietre. Se il gioiello monta una gemma e si desidera che sia proprio quest’ultima a diventare la protagonista, soprattutto nel caso di un diamante o di una pietra molto chiara, l’oro bianco può valorizzarla otticamente grazie al suo colore neutro. Il metallo tende infatti a non competere visivamente con la pietra e a non alterarne il colore. Se invece si vuole che sia il metallo a brillare maggiormente oppure se la gemma presenta tonalità calde, l’oro giallo rappresenta una soluzione naturale in relazione all’estetica.

Dal punto di vista del valore dell’oro contenuto, invece, non c’è una scelta da fare: a parità di caratura e peso, oro bianco e oro giallo contengono la stessa quantità di oro puro.

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